H real time / 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

H REAL TIME è un pubblicazione estemporanea, realizzata in tempo reale in occasione di eventi e progetti speciali.

H REAL TIME is an extemporaneous publication, made in real time for events and special projects.

Francesco De Luca utilizza la polaroid, un mezzo a bassa definizione che tuttavia fino a non molto tempo fa era il mezzo utilizzato nei documenti ufficiali per rappresentare l' "identità" di una persona, che doveva essere il più fedele possibile all'originale. Ma una fotografia è sempre la rappresentazione di un attimo - statica - e in quanto tale incapace di rappresentare l'identità - dinamica: come sostenevano gli indiani lakota, che non amavano farsi fotografare perchè dicevano che quello che la fotografia rappresentava non erano "loro" ma erano "loro in quel momento" (era un popolo che cambiava nome di battesimo nelle varie fasi della vita a seconda delle esperienza che gli capitavano).
La galleria di ritratti dei protagonisti del Festival Comodamente (2-3-4/09/2011, Vittorio V.to TV) è diventata così una rappresentazione non tanto delle loro identità ma piuttosto di quella collettiva dell'evento a cui hanno partecipato, in un determinato momento della loro vita. I ritratti sono stati pubblicati in "H- Real Time", distribuito in un numero limitato di copie, l'ultimo giorno del Festival.

Francesco de Luca uses a Polaroid, a low resolution piece of equipment — therefore also a low fidelity one — and yet, a camera that until not long ago, was used in official documents to represent the “identity” of a person, and had to be as faithful as possible to the original. A photograph, however, is always the representation of a moment — it is static — and as such is unable to represent identity — which is dynamic: as argued by the Lakota Indians, who did not like to be photographed because they said that pictures did not represent “them” but “them at that time” (the Lakota people changed their first name during the various stages of life depending on the experiences they lived through). Thus, the portraits gallery of the Festival’s protagonists, does not so much represent their identity but rather the collective identity of an event which they attended, at some point in their lives.

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