Anatomy of a factory shed

 

 

 

 

 

Anatomy of a factory shed /
Anatomia di un capannone

What remains of places and in places once they no longer have a function? Will things, walls, have memories as people do? In what form of immaterial life is the movement that enlivened a dispersed or transformed space to be found?
It is in this spirit that we have aimed at objectively investigating the traces of transcendence in a disused building, an old yarn manufactory (Mafil in Vittorio Veneto), on a day picked out by chance: May 10th 2009, from 11.47 a.m. to 5.12 p.m. We carried out a technical survey with the use of archaeological remains, an iconographic reconnaissance of electric and typographic elements, three-dimensional inquiries into luminosity, the resonance and transpositions of the movements within the space which were computerised into numbered codes, as well as a complete taxonomical examination of the dust and other material residues. The project has been published in the pages of !, attached to Corriere della Sera / Corriere del Veneto, published on June 5th.
Anatomy of a factory shed has been undertaken by Anna Basso, Michela Beccacece, Lorenzo Bravi, Marco Callegari, Enrica Cavarzan, Francesco De Luca, Renzo Di Renzo, Paolo Palma,, Federico Vanin and Marco Zavagno.

Che cosa resta dei luoghi e nei luoghi, una volta esaurita la loro funzione? Non esisterà una memoria delle cose, dei muri come delle persone? In quali forme di vita immateriale si disperde o trasforma il movimento che animava uno spazio? Con questo spirito abbiamo voluto indagare le tracce oggettive della trascendenza in uno stabilimento abbandonato, una vecchia manifattura di filati, la Mafil di Vittorio Veneto, in un giorno qualunque, il 10 maggio del 2009, dalle ore 11.47 alle ore 17.12. Rilievi tecnici come reperti archeologici, ricognizioni iconografiche di elementi elettrici e tipografici, indagini tridimensionali sulla luminosità oppure risonanze e trasposizioni computerizzate in codici numerici del movimento all’interno dello spazio e una tassonometria completa dei residui di polvere e altri materiali. Il progetto si è concretizzato in alcune pagine di !, allegato del Corriere della Sera / Corriere Veneto, in uscita il 5 giugno.
Anatomia di un capannone è stato realizzato da Anna Basso, Michela Beccacece, Lorenzo Bravi, Marco Callegari,
Enrica Cavarzan, Francesco De Luca,  Renzo di Renzo, Paolo Palma, Federico Vanin, Marco Zavagno.

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